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PARCO REGIONALE SIRENTE-VELINO

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2.5 PARCO REGIONALE SIRENTE-VELINO

Istituito nel 1989, il Parco Regionale Sirente-Velino si estende su 59140 ettari in provincia dell’Aquila. Anche se meno alti rispetto alla Majella e al Gran Sasso, i massicci calcarei del Sirente e del Velino offrono al visitatore gli stessi motivi d’interesse dei complessi montuosi maggiori.

Il paesaggio vegetale vanta specie rare come la potentilla appenninica, la diripide linneiana, la campanula del cavolini e l’allium lineare; mentre quello animale accoglie il lupo appenninico, l’orso bruno marsicano, il capriolo, il cervo, l’istrice, la volpe, il gatto selvatico e il cinghiale; fra gli uccelli spiccano l’aquila reale, la poiana, il nubbio bruno, lo sparviero, il gheppio, il corvo imperiale, il grifone, il falco pellegrino, il lanario, il gufo reale e il picchio verde; numerosi sono anche gli anfibi, tra i quali la salamandra pezzata a e il tritone; e i rettili, come il ramarro e la vipera. Meta immancabile per il turista, sono le Grotte di Stiffe, uno dei fenomeni carsici più famosi e spettacolari d'Italia. All'interno delle ciclopiche grotte, formatesi orientativamente 600.000 anni fa, scorre, sotto lo sguardo di millenarie stalattiti e stalagmiti, un impetuoso torrente sotterraneo che lungo il percorso dà origine a piccole rapide e vertiginose cascate alte decine di metri.




3 I LAGHI


3.1 IL LAGO DI SCANNO

Scanno (L’Aq) è un incantevole borgo medievale, situato su un colle, conosciuto per il suo lago. Il centro storico del villaggio merita un’attenta visita: tra le vie e gli archi capita spesso di incontrare le anziane del paese che tutt’oggi vestono abitualmente il costume tradizionale; le case addossate le une alle altre, i palazzotti, le scalinate, i vicoli e i balconcini trasmettono al visitatore una sensazione di serena familiarità.

Negli ultimi decenni, alla costante presenza di pescatori sulle rive o in barca (il lago è ricco di specie ittiche pregiate), si è affiancata quella dei bagnanti che, spronati dal clima favorevole, noleggiano un pedalò, e di turisti dai gusti sportivi che vi giungono sulle sponde per praticare il surf o la canoa.


3.2 IL LAGO DI BOMBA

Bomba (Ch) è un grazioso borgo ubicato sulle pendici di un monte, che si affaccia sul lago sottostante. Fu patria dei celebri fratelli Silvio e Bertrando Spaventa, rispettivamente politico e filosofo, di cui è ancora visibile il palazzo di famiglia. A poca distanza dal centro abitato, sorge il Santuario di San Mauro, venerato come guaritore di malattie ossee: i fedeli, in occasione della festa patronale, usano l’olio benedetto conservato in una pietra cava, per frizionare le parti del corpo doloranti. Il lago offre molteplici possibilità di svago e relax (passeggiate a piedi o in mountain bike, con possibilità di noleggio di imbarcazioni) grazie all’ampia ricettività di cui gode (campeggi e hotel).



















4 LE RISERVE NATURALI


4.1 LA RISERVA NATURALE DEI CALANCHI DI ATRI

Istituita nel 1995, la Riserva Naturale di Atri (Te) si estende per 380 ettari e, dal 1999, è anche Oasi WWF. Essa accoglie una delle più affascinanti forme del paesaggio collinare teramano: i calanchi, vere e proprie architetture naturali anche dette bolge o scrimoni. L’aspetto severo di queste formazioni geologiche deriva dall’erosione del terreno argilloso, provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e dilavamenti che rendono visibili numerosi fossili marini. Particolarmente ricco il patrimonio faunistico e floreale. Si va dalle numerose specie di rapaci diurni, alla volpe, dal granchio di fiume alla puzzola e l’istrice. La vegetazione presenta specie tipiche dei climi desertici, come il cappero, il carciofo selvatico e la liquirizia, ma anche meravigliosi boschi di salici bianchi e pioppi.


4.2 RISERVA NATURALE E OASI WWF DEL LAGO DI PENNE

Istituita negli anni ’60 per scopi irrigui, la Riserva Naturale di Penne (Pe) è una delle zone più frequentate dagli uccelli di passo durante il periodo delle migrazioni. Essa, che ai boschi di roverella sulle pendici dell’invaso contrappone saliceti e pioppeti lungo le sponde, ospita la nitticora, l’airone rosso e il falco pescatore. Al suo interno, si trova il Centro di Educazione Ambientale, l’orto botanico e un Museo Naturalistico. Uno dei momenti più interessanti è la visita al Centro Lontra, dove è possibile avvistare questo animale, quasi estinto negli anni ’80.



















5 LE PROVINCE

Diviso in quattro province, L’Aquila (capoluogo), Teramo, Chieti e Pescara, l’Abruzzo è una delle regioni meno popolate d’Italia (poco meno di 1,5 milioni di abitanti).


5.1 L’AQUILA

Città medievale tra le più elevate d’Italia, L’Aquila, rappresenta il centro abruzzese più importante dal punto di vista artistisco, anche se, in seguito al devastante terremoto avvenuto durante la notte del 6 aprile 2009, molti importanti beni culturali monumentali vennero severamente danneggiati e, 309 persone persero la vita. In particolare, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la cui facciata costituisce il massimo capolavoro dell’arte abruzzese d’ogni tempo, fu parzialmente distrutta. Miracolosamente intatte, però, rimasero le spoglie di Papa Celestino V (come già accadde durante il terribile sisma che nel 1303 provocò oltre 3000 vittime), nonostante i crolli abbiano coinvolto il mausoleo che le conteneva.

Anche la Chiesa di San Bernardino, altra insigne struttura della città, fu gravemente lesionata, il danno maggiore colpì il suo antico campanile, che, a causa del cataclisma, crollò. Oggi, dopo ben quattro anni, L’Aquila è ancora una città fantasma, circondata da macerie e in attesa di una ricostruzione che restituisca alla popolazione la speranza nel futuro.

5.1.1 SULMONA

Sulmona (L’Aq) è una cittadina nota nel mondo per una duplice ragione: da un lato viene ricordata in quanto città natale dell’illustre poeta latino Publio Ovidio Nasone (43 A.C.), ma dall’altro è universalmente conosciuta come la patria del confetto, oggi esportato in tutto il mondo.

Le origini del confetto non sono certe, ma si ipotizza che l’inventore di tale ghiottoneria fu un medico arabo, Al-Razi; l'utilizzo era a scopo terapeutico, infatti il dottore ricopriva le pillole più amare con uno strato di zucchero per renderle più accettabili anche ai bambini. Da questa idea ne trassero poi ispirazione le famiglie artigiane locali, che nel corso di centinaia di anni hanno saputo tramandare la tradizione del prodotto, fino alla nascita delle vere e proprie aziende del settore, che danno vita ad un comprensorio produttivo di eccellenza, fatto di maestranze professionali, tecnologie consolidate, reti di vendita votate alla qualità e alla differenza da qualunque altro sito produttivo.

La caratteristica dei confetti di Sulmona è che non prevedono l’uso di addensanti (amido e farine). L’anima del bon bon è di norma costituita dalla mandorla, ma possono essere impiegati anche altri ingredienti (nocciola, cannella, cioccolato, pistacchio, canditi, frutta secca…), rivestita da strati di zucchero. Per ottenere la zuccheratura vengono utilizzate delle macchine dette bassine. Esse sono delle caldaie, in rame o in acciaio, in continua rotazione. Il processo prevede fasi ripetute di bagnatura e di essiccamento, fino a ottenere lo strato di copertura desiderato. Dopo la fase di rivestimento, i confetti presentano una superficie rugosa e irregolare per cui subiscono la lisciatura, la colorazione (se necessaria) e la lucidatura. La confettatura è un processo molto laborioso e può richiedere anche due o tre giorni per essere completata.

Ulteriore primato della città è la lavorazione artistica del confetto, la cui origine risale al XV secolo quando, presso il monastero di Santa Chiara, dove le suore utilizzavano confetti legati con fili di seta, per la preparazione di rosari. Queste tecniche di lavorazione nel tempo sono andate perfezionandosi e, tutt’oggi, nei punti vendita è possibile acquistare confetti sotto forma di grappoli, foglie, fiori, cestini ecc., e bomboniere per ogni occasione.


5.2 CHIETI

Situata su un colle, Chieti era anticamente chiamata Teate. La via principale della città è l’elegante Corso Marrucino; su questa strada si affacciano edifici di notevole interesse storico ed artistico: primo tra tutti il Teatro Marrucino, le cui scene furono calcate dai personaggi più illustri del panorama culturale italiano a partire da Eleonora Duse, Emma ed Irma Gramatica, Cesco Baseggio, Nicola Rossi Lemeni, Nanda Primavera, per ricordarne solo alcuni, e videro la realizzazione di opere straordinarie tra le quali, nel 1904, la prima abruzzese de “La Figlia di Iorio”, di Gabriele D’Annunzio. Sin dal 1818, anno della sua inaugurazione, il teatro ha altresì sempre giovato di un cartellone lirico tale da essere considerato punto di riferimento per l’intero l’Abruzzo, tanto che, nel 2011 venne riconosciuto Teatro Lirico d'Abruzzo e, nel 2003, acquisì anche il titolo di Teatro di Tradizione.


5.2.1 IL GUERRIERO DI CAPESTRANO

La statua in pietra calcarea fu rivenuta nel 1934 da un contadino che stava dissodando il proprio terreno in una località nei pressi di Capestrano (da quì è stato tratto il nome del reperto). Ad oltre 60 anni dal ritrovamento, il Guerriero di Capestrano, custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Chieti, si mantiene nel suo incomparabile splendore.

Nel corso degli anni quasi tutti gli studiosi di archeologia si sono cimentati nell'ardua impresa verità di decifrarne le simbologie, anche se le ultime ricerche lo vorrebbero un capo del territorio occupato dagli antichi Vestini. Quello che sembra certo, è che non impersona un comandante qualunque, bensì di un esponente dell'aristocrazia del suo tempo. Lo provano i segni del potere militare, di offesa e di difesa, con cui è raffigurato, e soprattutto lo provano i gioielli e gli ornamenti di cui è contornato. Tuttavia, pur raffigurando un guerriero, non incute alcun timore, ma sembra esprimere quella calma, forza e fierezza che sono forse i caratteri più distintivi dell'Abruzzo e dei suoi abitanti.

Il Louvre starebbe corteggiando la statua pre-romana, ma la Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo la reputa troppo fragile per essere trasportata.


5.3 PESCARA

Città natale di Gabriele D’Annunzio, Pescara è il centro più popolato d’Abruzzo. Ricca di infrastrutture, è un punto di incontro sia sotto il profilo economico, che sotto quello socio-culturale. Edifici di interesse storico sono la Casa di D’Annunzio, e la Cattedrale di San Cetteo, patrono del luogo. Interessante dal punto di vista balneare, essa ospita un attrezzato porto turistico famoso per la tradizionale festa con quale la marineria festeggia il proprio santo protettore: Sant'Andrea.

È un evento molto sentito dai pescatori, dai Pescaresi e dai turisti, che si riversano a decine di migliaia nel borgo marinaro per godere dell’affascinante spettacolo pirotecnico notturno che caratterizza la festa.


5.3.1 CARAMANICO TERME

Caramanico (Pe) deve la sua notorietà alle acque sulfuree che dalle sorgenti La Salute e Santa Croce vengono incanalate fino allo stabilimento termale e utilizzate per la cura di varie patologie. Un’altra fonte, detta del Pisciarello ha notevoli proprietà diuretiche.

Fuori dall’abitato sorge la chiesa di San Tommaso, in cui ebbero luogo l’apparizione degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

5.4 TERAMO

Teramo è una città antichissima, di origini preromane. Ubicata presso la confluenza di due fiumi, prese anche il nome di Interamnia.

Gli edifici religiosi più rilevanti vengono rappresentati dalla chiesa di San Getullio (o Sant’Anna), e la cattedrale di San Berardo; edificata nel 1158, e poi più volte rimodificata, quest’ultima presenta nel suo complesso aspetti di epoche diverse e conserva all’interno numerose opere d’arte. A poca distanza da essa, si trova il Teatro Romano (30 A.C.), le cui gradinate potevano ospitare circa 3000 persone. Di dimensioni minori è l’Anfiteatro, di cui affiorano pochi resti.


5.4.1 CASTELLI

Ai piedi dell’impressionante monte Camicia, Castelli (Te) è uno dei borghi più belli d’Abruzzo, nonché patria di una raffinata ceramica. La tradizione attribuisce la nascita di quest’arte alla comunità di monaci benedettini, fondatori dell’Abbazia di San Salvatore, che iniziarono a produrre ceramiche grazie alla possibilità di reperire sul posto tutti i materiali necessari per la lavorazione: l’argilla e l’acqua per l’impasto, e la legna per alimentare i forni. Tra il ‘400 e il ‘700 la ceramica raggiunse il suo massimo sviluppo, ed i manufatti più prestigiosi erano destinati alle corti di tutta Europa.

Questo villaggio, dunque divenuto un’icona mondiale nel settore, offre numerose scuole artigiane come l'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica e il Museo della Ceramica, in sono esposti pezzi unici di ogni epoca. Nelle vicinanze sorge la piccola chiesa di San Donato, dal particolare soffitto piastrellato con maioliche decorate a carattere popolare; mentre nella chiesa di San Giovanni Battista è conservata una pala d’altare in ceramica. All’interno del paese, per le vie del centro storico, viene offerta ai visitatori la possibilità di pregevoli acquisti.

Oggi è possibile ammirare i capolavori destinati alle nobili casate europee nei più importanti musei del globo: dall' Ermitage al Louvre, fino al British e al Victorian and Albert Museum.














: 2013
2013 -> Formosa, 25 de septiembre de 2012
2013 -> Ley sobre Impuesto a la Renta – Artículo 14 bis – Código Tributario – Artículo 200 prescripción extraordinaria – no declarante – tribunal tributario y aduanero de concepcióN – reclamo – acogido
2013 -> Código Tributario – Artículo 7 N° inciso 1° acta de denuncia – declaración maliciosamente falsa – acreditacióN – tribunal tributario y aduanero de temuco – descargos – sentencia absolutoria
2013 -> Microsoft PowerPoint fur eliot Santos ogpe
2013 -> Anteproyecto
2013 -> Bases estándar de concurso público para la contratación de servicios o para consultoría en general
2013 -> Table of contents / indice
2013 -> Ley sobre Impuesto a la Renta – Artículo 31 – Código Tributario – Artículo 26 Decreto Ley 3500 – Artículo 20 depósitos convenidos – contrato de trabajo – trabajador – legislación aplicable – tribunal tributario y aduanero de concepcióN – reclamo
2013 -> Adjunto 2 hoja de vida datos personales de la ó el postulante
2013 -> Bases estándar de licitación pública para la contratación de bienes
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