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Vel ad ordinem quoquo modo pertinentia iussu et auctoritate

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XXV «SPIRITO DI ASSISI» 

327

con l’ebraismo, ha risposto positivamente 

anche l’ebraismo mondiale. Parteciperanno 

delegazioni dell’International Committee 

on Interreligious Consultation

, del Gran 

Rabbinato di Israele e di altre organizzazioni 

ebraiche di carattere internazionale. 

In particolare, l’ebraismo in Italia sarà 

rappresentato dal Rabbino Capo di Roma, il 

Dott. Riccardo Di Segni.

4.  Intervento di Mons. Melchor José Sánchez 

De Toca y Alameda 

Per la prima volta, il Santo Padre ha voluto 

invitare dei non credenti ad un incontro 

interreligioso e ha incaricato il Pontificio 

Consiglio della Cultura di trasmettere questo 

invito ad alcune persone, quasi a rappresentare 

idealmente il mondo della non credenza. Nel 

comunicato diffuso dalla Sala Stampa, il 2 

aprile 2011, sull’incontro di Assisi, si leggeva: 

“saranno invitate a condividere il cammino dei 

rappresentanti delle comunità cristiane e delle 

principali tradizioni religiose anche alcune 

personalità del mondo della cultura e della 

scienza che, pur non professandosi religiose, 

si sentono sulla strada della ricerca della verità 

e avvertono la comune responsabilità per la 

causa della giustizia e della pace in questo 

nostro mondo”. Sebbene la scelta del Santo 

Padre rappresenti una novità per questo tipo di 

appuntamenti, l’attenzione ai non credenti che 

ne è alla base si pone in continuità con il suo 

pensiero. Basti citare qui l’idea del “Cortile 

dei Gentili”, da lui proposta nel Discorso 

alla Curia Romana del 21 dicembre 2009. 

All’origine di questa innovativa scelta del 

Santo Padre vi è la convinzione che l’uomo, 

sia credente sia non credente, è sempre alla 

ricerca di Dio e dell’Assoluto; egli è, pertanto, 

sempre un pellegrino alla ricerca in cammino 

verso la pienezza della verità. Per il credente, 

questa ricerca è sostenuta e illuminata dalla 

certezza della fede, mentre per i non credenti 

spesso si tratta di un cercare “come a tastoni”, 

secondo l’espressione del discorso paolino 

all’Agorà di Atene (At 17,27). E’ un tema 

dalle profonde risonanze agostiniane: Deus 

semper quaerendus

, un Dio che si cerca per 

trovarlo e trovatolo lo si cerca ancora: «Nam 

et quaeritur ut inveniatur dulcius, et invenitur 

ut quaeratur avidius» (De Trinitate, XV, 2,2). 

Anche il Beato Newman amava dire che la 

verità non è qualcosa che si possiede, ma si è 

posseduti da essa.

La consapevolezza di essere dei pellegrini 

alla ricerca della verità consente un dialogo 

franco e sincero tra credenti e non credenti: 

“nella misura in cui il pellegrinaggio della 

verità è vissuto autenticamente, esso apre al 

dialogo con l’altro, non esclude nessuno e 

impegna tutti ad essere costruttori di fraternità 

e di pace” (Comunicato della Sala Stampa, 

2.04.2011).

Questo è anche lo spirito che anima “il 

Cortile dei Gentili”, un’iniziativa messa in 

atto dal Pontificio Consiglio della Cultura 

per rispondere all’invito lanciato dal Santo 

Padre. Essa consiste in una serie di incontri 

tra credenti e non credenti sui temi alti della 

ragione, dell’etica, dell’esistenza umana ed ha 

avuto inizio a Parigi, nel mese di marzo 2011, 

con un preludio all’Università di Bologna. 

Successivamente, si è tenuto un incontro a 

Bucarest l’11 e il 12 ottobre, e ieri, 17 ottobre, a 

Firenze. Nei prossimi mesi sono già in cantiere 

nuovi appuntamenti a Tirana, Barcellona, 

Stoccolma e altre città. Vogliamo ricordare in 

particolare che mercoledì 25 ottobre, presso 

l’Università Roma III, ci sarà una tavola 

rotonda con partecipazione degli invitati alla 

Giornata di Assisi, sul tema “Credenti e non 

credenti di fronte alle sfide della modernità

La straordinaria accoglienza che ha trovato 

questa iniziativa, spesso tra gli stessi non 

credenti e negli ambienti laici, conferma la 

necessità di un nuovo dialogo tra credenti e 

non credenti.

Per il Pontificio Consiglio della Cultura, 

tuttavia, si tratta della continuazione di un 

vecchio cammino. L’attuale Dicastero, 

creato da Giovanni Paolo II nel 1982, 

raccoglie l’eredità del Segretariato per i non 

Credenti, fondato da Paolo VI nell’aprile del 

1965 durante il Concilio Vaticano II come 

realizzazione concreta dello spirito della 

costituzione Gaudium et spes. Se negli anni 

precedenti questo dialogo si era alquanto 

affievolito, adesso torna con forza alla ribalta.

Per quanto riguarda gli invitati del 

Pontificio Consiglio della Cultura, bisogna 

dire, innanzitutto, che non si tratta di una 

delegazione, a differenza degli altri ospiti, sia 

di altre Chiese e comunità cristiane, sia di altre 

confessioni religiose. Anche se essi sono stati 

scelti pensando a una certa rappresentanza 

linguistica o culturale, tuttavia provengono dal 

mondo occidentale (Europa e America), dove 

la non credenza rappresenta un fenomeno 

importante, mentre in altri continenti, come 


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